06/02/2019 - "Il Ritratto del duca Cesare d’Este di Frans Pourbus il Giovane presso l’Accademia ..." - "Il Teatro Ducale Grande di Modena: "drammi in musica" e impresari all'epoca di Francesco I e Francesco II d'Este"

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06/02/2019 - "Il Ritratto del duca Cesare d’Este di Frans Pourbus il Giovane presso l’Accademia ..." - "Il Teatro Ducale Grande di Modena: "drammi in musica" e impresari all'epoca di Francesco I e Francesco II d'Este"

Mercoledì 6 febbraio 2019
ore 16.00

SEZIONE DI STORIA LETTERE E ARTI

Sala dei Presidenti


Luca Silingardi
 
Il Ritratto del Duca Cesare d'Este di Frans Pourbus il Giovane
presso l'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena

Ritrovato in una collezione privata francese, il Ritratto del duca Cesare d 'Este , datato agli inizi del Seicento ma privo di una convincente attribuzione, fu segnalato da Leonardo Piccinini all'antiquario modenese Pietro Cantore, che nel 2010 lo acquistò e lo portò a Modena.Il restauro, condotto da Marina Parmiggiani sotto la supervisione di Francesca Piccinini, direttrice del Museo Civico d'Arte di Modena, restituito al dipinto l'altissima qualità della pittura e rivelò dettagli iconografici curiosamente celati da ridipinture ottocentesche, ma non consenti agli eminenti studiosi che se ne occuparono - Angelo Mazza e Graziella Martinelli Braglia - di giungere al riconoscimento dell'autore. Comprato dall'accademico modenese Alfredo Margreth, fu dal medesimo donato all'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena nell'autunno del 2010. Gli Este. Rinascimento e Barocco a Ferrara e Modena , a cura di Stefano Casciu e Marcello Toffanello , presso la Venaria Reale, il ritratto è stato esposto nel 2017, con un'attribuzione ad "anonimo emiliano", anche alla mostra modenese Mutina splendidissima. La città romana e la sua eredità, una cura di Luigi Malnati, Silvia Pellegrini, Francesca Piccinini e Cristina Stefani, all'interno di una sezione a cura di Sonia Cavicchioli. Recenti studi, compiuti in una collezione privata milanese, hanno invece indirizzato chi scrive l'autore del dipinto fuori dall'ambito emiliano, individuandolo su basi stilistiche, ma con l'avallo della plausibilità storica dell'ipotesi, nel fiammingo Frans Pourbus il Giovane (1569-1622), famoso ritrattista in tutta Europa, dal 1601 al 1609 gravitante presso la corte dei Gonzaga di Mantova.
 
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Graziella Martinelli Braglia
 
Il Teatro Ducale Grande di Modena:
"drammi in musica" e impresari all'epoca
di Francesco I e Francesco II d'Este
 
Tra le maggiori imprese di Francesco I, il Teatro Ducale Grande è considerato dramma in musica rispondendo ad un'esigenza imprescindibile per la vita sociale di una città sede di corte. Ricavato dall'architetto estense Gaspare Vigarani ampliando la duecentesca Sala della Ragione - un grandioso cantiere all'interno dei palazzi comunali sul quale i documenti gettano nuova luce - il teatro apre il suo sipario nella primavera del 1656, per un brillante ma breve periodo sino al 1658 , anno di morte del duca: "Non miraro i teatri opre maggiori / Di quelle, ch'innalzò sù queste arene / Il gran Francesco, ne di feste, ò Scena (...) Macchine immense onde ciascun stupì". E mentre proseguono gli spettacoli nel Teatro Valentini "delle commedie" sulla via Emilia, si deve attendere il 1674 perché nel ducale si riallestiscano i drammi in musica, sotto l'impulso del melomane Francesco II. Si susseguono le proposte di impresari come Leone Parisetti e Antonio Cottini; si esibiscono rinomati sopranisti e acclamati "virtuosi" in spettacoli spesso provenienti da Venezia, polo d'irradiazione dell'opera in musica. I piani inventati di scena, macchine e congegni stilati per la messa in scena del germanico sul Reno su musiche di Legrenzi, nel novembre del 1677, impresario il marchese Decio Fontanelli, sguardo di gettare uno sguardo non solo "dietro le quinte", ma al di sopra del cannocchiale prospettico di "teloni" e "orizzonti", e sotto il palco è un grande argano centrale è il cambio di scena simultaneo.
 
 

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