Mercoledì 28 ottobre 2026
ore 16.00
Sala dei Presidenti
Sezione di
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Sezione di
Storia Lettere e Arti
In collaborazione con
in collaborazione con
SOCIETA' DANTE ALIGHIERI
Comitato di Modena
Presentazione del ciclo di conferenze
a cura delle prof.sse Donata Ghermandi e Elisabetta Sgarbi
Corone onorarie vegetali
nel mondo romano
prof. Carlo Poggi
Nell'antica Roma, le corone vegetali rappresentavano il massimo simbolo di onore e merito. Tra queste spiccavano la corona civica (in fronde di quercia) e la corona obsidionalis (in erba) che, a partire dal 27 a.C. sono da annoverare tra i principali simboli di propaganda imperiale e comunicazione politica veicolati dalla moneta romana. Corone di quercia e di alloro apparvero costantemente sulle monete per incarnare e mostrare pubblicamente le virtù del princeps.
Il significato delle corone si trasforma nel tempo: da riconoscimenti individuali concessi dalla comunità per meriti sul campo a veri e propri emblemi codificati del potere e della prerogativa imperiale.
Il significato delle corone si trasforma nel tempo: da riconoscimenti individuali concessi dalla comunità per meriti sul campo a veri e propri emblemi codificati del potere e della prerogativa imperiale.
Alberi fulgidi:
piante di luce e di tenebra.
Letture da Pindaro, Virgilio e Tolkien
Prof Giulio Antonio Borgatti
La lettura comincerà dalla seconda Olimpica di Pindaro, nella quale il maggior poeta greco, nel tratteggiare isola dei beati, descrive con poche superbe pennellate gli alberi fulgidi che danno il titolo alla lettura, da cui i beati ricavano gioielli di luce; da questi alberi, attraverso una carrellata di altre piante pindariche, si passerà all'oltretomba virgiliano, con il suo malinconico olmo vestibolare. Concluderemo la lettura con il grande filologo e romanziere Tolkien, che ha al centro del suo universo mitologico due alberi di luce. Per dirla con le stesse parole di quel grande mitopoieta moderno: "A Valinor, nella vasta piana poco distante dalle porte di Valmar la beata, Yavanna piantò due alberi. Al suo canto, essi crebbero, e di tutte le cose create dagli dèi divennero le più rinomate; e al loro destino s'intrecciano tutte le storie del mondo."
PROSSIME CONFERENZE DELLO STESSO CICLO
Mercoledì 4 novembre
ore 16
prof.ssa Ghermandi
“Cedi la strada agli alberi”. Alberi e boschi poetici antichi e moderni
arch. Cavani
Progettare con gli alberi, forme in trasformazione
merc 11 novembre
ore 16
prof. Salvatore Puliatti
Natura e salubritas: alle radici della tutela ambientale? Un percorso fra le fonti giuridiche e letterarie di età romana
prof.ssa Sonia Cavicchioli
Tra simbolo e natura: l’albero nella storia dell’arte
merc 18 novembre
ore 15
Visita all’orto botanico di Modena a cura della prof.ssa Elisabetta Sgarbi
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