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Inaugurazione
dell'Anno Accademico 2010 - 2011
328° dalla fondazione
17 Dicembre 2010
Parole del Prof. Ferdinando Taddei
Presidente dell'Accademia
Rivolgo il benvenuto alle autorità presenti, ai Soci di questa Accademia, agli ospiti che onorano con la loro presenza questa cerimonia di apertura ufficiale dell’anno di attività dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena.
Ringrazio fin da ora il socio ordinario del nostro Istituto professor Sergio Ferrari, ordinario di Biologia Cellulare dell’Università di Modena e Reggio E. che pronuncerà il discorso inaugurale su: L’ematopoiesi. Conoscenze attuali e prospettive
L’apertura ufficiale e pubblica dell’Anno di attività riveste un duplice aspetto e ha una duplice finalità: in primo luogo perché rappresenta il ripetersi di una tradizione legata alla continuità e all’attività dell’Accademia fin dalle sue origini, dal 1683 quando prese origine come Accademia dei Dissonanti. In seconda istanza perché la cerimonia è occasione per far conoscere pubblicamente l’azione che l’Accademia svolge nel campo della cultura e le potenzialità di cui dispone per concorrere a soddisfare la richiesta di quanti nei loro studi e nelle loro ricerche desiderano accedere a documentazioni del passato e di quanti semplicemente desiderano usufruire dell’arricchimento personale di nuove conoscenze. Una funzione che si differenzia nettamente da quella propria dell’Accademia nei secoli passati, passando da palestra per il confronto delle idee di uomini eruditi a teatro aperto per un servizio ad una Società che possiede un livello di istruzione di base sul quale desidera collocare arricchimenti che le permettano di seguire il rapido evolversi della conoscenza in ogni settore.
Sono considerazioni sulle quali si basa la convinzione del Consiglio di Presidenza e di tutti i soci che questo Istituto abbia ancora oggi una funzione che giustifica la richiesta di essere sostenuto dal riconoscimento da parte delle pubbliche istituzioni e dal necessario finanziamento in questa particolare fase di generali difficoltà che impongono un ripensamento di ogni attività pubblica e privata. Il carattere di “monumento cittadino” di questa istituzione che è passata fra avvenimenti di oltre trecento anni di storia di questa città e possiede reperti di tutto il suo percorso attraverso i secoli non è condizione sufficiente per questo riconoscimento e il “monumento” deve dimostrare che esercita una funzione di pubblica utilità con prestazioni utili alle persone di ogni età e livello di istruzione e concorrendo a richiamare, con la sua attività, l’attenzione dall’esterno verso la Città.
Questo riconoscimento è stato motivo perché la Città assumesse nel passato provvedimenti affinché l’Accademia superasse le difficoltà e mantenesse vive e ad alto livello le sue possibilità di rappresentare una tradizione culturale. Ciò è avvenuto alla fine degli anni Trenta del secolo scorso, quando si trattò di trovare una sede alternativa al Collegio San Carlo dove l’Accademia era nata e aveva vissuto per due secoli: la sede in Palazzo Campori alla fine degli anni Trenta del secolo scorso fu sponsorizzata principalmente dall’autorità comunale. In seguito all’evento bellico che distrusse Palazzo Campori fu l’interessamento del Sindaco di Modena e delle altre autorità che procurò l‘attuale nuova sede in Palazzo Coccapani. All’inizio di questo millennio, quando fu il momento di por mano al restauro della sede attuale, allora in condizioni miserevoli, grande fu l’interessamento delle autorità comunali e dei referenti politici a livello ministeriale per far giungere i finanziamenti e furono anche date assicurazioni che l’Accademia avrebbe avuto il supporto necessario per mantenere attiva la gestione e l’attività culturale. Tutto questo è motivo di avere fiducia in quell’aiuto che la Città non potrà far venir meno per assicurare il futuro dell’Accademia.
Da parte nostra abbiamo piena coscienza della necessità di giustificare questa richiesta di intervento a supporto della gestione e dell’attività dell’Accademia e di essere aperti ad ogni iniziativa che possa rendere la struttura di pubblica utilità. A questo fine operiamo in tre direzioni fondamentali: in primo luogo svolgendo incontri culturali assai differenziati come tipologia e livello, in secondo luogo offrendo un servizio di accesso alla nostra Biblioteca per ricercatori e studiosi ed infine aprendo la struttura accademica alle attività di altri enti ed associazioni caratterizzate da evidenti finalità culturali.
Nelle conferenze, nei seminari, che in certi periodi riempiono l’intera settimana, gli argomenti trattati tendono a colmare diverse esigenze. Gli argomenti specialistici sono occasione per aggiornare su ciò che di più recente avviene nel campo della ricerca o più in generale dell’evoluzione della conoscenza; a queste conferenze si alternano incontri di più ampia partecipazione dove il piacere di entrare nel mondo dell’arte è accompagnato da spiegazioni e approfondimenti. Un particolare interesse viene rivolto al coinvolgimento dei giovani favorendo percorsi culturali che arricchiscano i programmi di lavoro che vengono svolti nella scuola, in particolare cercando di far loro conoscere l’importanza del rapporto fra istruzione e cultura. Questa attività è al momento favorita dalla collaborazione con la delegazione di Modena della Società Dante Alighieri che ha attivato questo ponte fra Accademia e scuola dei diversi livelli.
L’attività che caratterizza questa Accademia e la diversifica da altri centri di cultura della nostra Città è la sua grande biblioteca. Dico grande perché come imponenza di materiali si colloca al secondo posto dopo la Biblioteca Estense ed Universitaria della quale è per molti versi complementare. Per la sua ricchezza di materiale bibliografico, di documenti che facevano parte di famiglie importanti modenesi, per le collezioni di riviste che datano fin dagli inizi del XIX secolo rappresenta una fonte di studio o semplicemente di informazione, ed è a disposizione del pubblico. La richiesta di consultazioni non è per grandi numeri, come può esserlo una biblioteca comunale, ma avviene con continuità in sede e, molto di più, con contatti telefonici o per posta elettronica. La biblioteca è stata oggetto di una accurata sistemazione al termine dei lavori di restauro dell’edificio ed è oggi fruibile in tutti i suoi settori: molto ancora c’è da fare per la catalogazione e per quei riordini razionali che facilitino l’uso di un materiale assai ampio ma molto eterogeneo.
Poiché molti non conoscono quali sono i materiali che compongono la nostra biblioteca ed oggi, almeno apparentemente, è possibile ammirarne la sua estensione, vorrei fornire un cenno panoramico a titolo informativo. Sotto il nome di biblioteca vengono compresi tre tipi di materiali: gli archivi, i volumi veri e propri e il settore periodici.
Gli archivi, di diversa natura, e sono composti da lettere, da decreti dei vari governi che si sono succeduti in trecento anni, di disegni e di carte geografiche. Uno di questi archivi riguarda strettamente l’Accademia: le adunanze, i rendiconti economici, lo scambio di corrispondenza. Gli altri sono invece dovuti a lasciti e contengono documenti legati alla attività e agli interessi dei donatori. Questi archivi sono spesso legati alla biblioteca del donatore.
I volumi della biblioteca hanno provenienza diversa. La sua costituzione vera e propria inizia di quella che è la biblioteca che oggi possediamo inizia dopo la caduta del governo napoleonico e con l’inizio della restaurazione estense, cioè negli anni che iniziano col 1816. Documenti dei bibliotecari dell’epoca accennano ad un nucleo di volumi preesistente, ma andato perduto durante il governo francese. La costruzione della biblioteca inizia con l’ingresso dei volumi già appartenenti alla soppressa Accademia di Belle Arti, presso la quale erano stati raccolti molti dei volumi provenienti dai monasteri soppressi. Difficile è valutarne la consistenza ma si tratta sicuramente di diverse migliaia di volumi. Confluirono anche i volumi della Società d’arti meccaniche e parte di quelli della Società Agraria, entrambe soppresse. Da parte dei Soci vi furono nel tempo continue donazioni di libri e altri giunsero e continuano a giungere da case editrici, da altre accademie, da enti pubblici e privati. L’afflusso annuo si aggira sui 2500-300 volumi e la consistenza oggi si valuta oltre i 130.000 pezzi.
Alcuni dei lasciti più consistenti, qui elencati, danno anche un’idea del carattere generale del materiale della biblioteca.
Lascito Rangoni (1837): 5496 volumi che portano l’ex libris Rangoni e costituisce l’ossatura della biblioteca per la sia sezione antica e ricca di monografie.
Lasciti Bellentani e Boschetti (1850/51): 2364 volumi sopratutto di autori classici greci e latini.
Lascito Gerez (1860): circa 7000 testi di carattere storico, letterario e sopratutto giuridico con annessa una raccolta di carte geografiche.
Lascito Campori (1895): 2681 epistolari e circa 3000 volumi.
Lascito Caroli (inizi 1900): 5421 libri arricchita da altri volumi successivamente.
Lasciti Tardini e Molinari (1960): “Biblioteca Musicale Tardini” appartenuta a Vincenzo Tardini (oltre 3500 volumi più spartiti) e spartiti per pianoforte donati da Anna Molinari
Lascito Rossi Veratti (seconda metà del 1900): oltre 5300 volumi ed il ricco archivio famigliare ad essa legato.
Biblioteca Stohr Pavulan (2000): 3851 volumi di argomenti vari.
Altre raccolte furono recentemente donate dai famigliari di Giovanni Garuti e di Gustavo Vignocchi.
Il settore periodici è costituito da giornali e riviste giunti per lo più da altre accademie ed enti di varia natura come scambio della pubblicazione di questa Accademia, gli Atti e Memorie, la cui pubblicazione è iniziata nel 1833 e continua ininterrottamente anche oggi. Le collezioni, formate in parte da riviste cessate ed in parte da testate attive, attualmente ricollocate in un intero piano del Palazzo, costituiscono un patrimonio molto richiesto in quanto molte di queste riviste, provenienti da ogni parte d’Italia e del Mondo, si trovano soltanto nella nostra biblioteca.
La biblioteca è aperta al pubblico per la consultazione locale e per soddisfare richieste di informazioni o di riproduzioni che provengono da Modena, dall’Italia e dall’estero. Le operazioni all’interno della biblioteca ed il servizio al pubblico vengono svolti dall’unica unità di personale, impiegata a tempo parziale, sotto la supervisione del bibliotecario professor Paolo Tongiorgi. L’Accademia dispone di un’altra unità di personale, sulla quale grava la segreteria dell’Accademia e la preparazione dei programmi e dei testi degli inviti per gli eventi culturali.
Passiamo ora alle notizie che riguardano la vita e l’attività dell’Accademia nell’anno che si è concluso. Notizie che più di ogni programma futuro, sempre legato alla precarietà del presente, rendono conto della vitalità dell’Accademia.
Sono mancati in questo anno cinque soci: i professori Pericle di Pietro, Giorgio Peyronel, Renato Nardini, Bruno Ferretti e Bruno Bagolini. La loro appartenenza e l’attività svolta nell’Accademia rimarrà a perenne ricordo nella nostra memoria e nei nostri Atti. Sono stati ammessi quindici nuovi soci, nelle tre classi di socio ordinario, corrispondente ed onorario. I loro nomi verranno annunciati nella pubblica seduta accademica di oggi. Ancora rimangono seggi accademici vacanti: 31 di socio ordinario e 41 di socio corrispondente, con diversa distribuzione nelle tre sezioni. L’ingresso di nuovi soci avviene oggi con un criterio diverso da quello che veniva adottato nel passato: si trattava di una cooptazione basata sulla notorietà di una persona in uno dei settori di attività dell’Accademia. Questa procedura era motivo perché buona parte dei soci non sentisse alcun dovere di partecipazione ritenendo l’ammissione un tributo alla notorietà. Oggi non può più essere così in quanto la vitalità dell’Accademia e quindi la possibilità di attrarre l’attenzione per far convergere quelle risorse che sono necessarie per la sua sopravvivenza richiedono la partecipazione attiva dei soci. Perciò l’ammissione avviene fra coloro che si avvicinano all’Accademia e mostrano interesse a volere mettere a disposizione le loro competenze per contribuire all’attività accademica che è presupposto per tenere in vita la tradizione che ci è stata tramandata dal passato. Applicando il nuovo Statuto l’Assemblea deliberante dell’Accademia ha provveduto a far decadere quei soci che non hanno mostrato negli ultimi anni alcun interesse a partecipare alle attività accademiche.
Le sedute di studio, usando la terminologia accademica, nell’anno terminato alla fine di ottobre sono state 56 e prevalentemente unite in cicli tematici. L’anno accademico 2009/2010 si aprì il 26 novembre con la prolusione del nostro Socio Ordinario Mario Vellani che trattò il tema La cosa giudicata di Antonio Segni in un inedito aggiornamento.Argomenti delle conferenze e dei cicli di conferenze sono state in parte il risultato di iniziative autonome dell’Accademia e in parte collaborazioni con altri Enti e Associazioni: con l’Università di Modena e Reggio, con la Società dei Naturalisti e Matematici di Modena, con la delegazione di Modena della Dante Alighieri, con l’Associazione Cultura e Vita, con l’Associazione Italiana di Cultura Classica, con il Circolo Filatelico Culturale Tassoni. Le sedute hanno spaziato su temi di interesse delle singole Sezioni e da loro curati e per fornire un’idea della loro consistenza ricorderò alcune di esse ed in particolare quelle riunite in cicli di incontri.
La Scienza è stata protagonista di tre cicli di conferenze. Due sono stati dedicati all’ Evoluzione Culturale con cinque e tre incontri in cui biologi, storici e filosofi della Scienza hanno affrontato il problema dell’avanzamento della conoscenza in relazione all’evoluzione biologica. Un terzo ciclo di quattro sedute fu dedicato all’ Informatica, una scienza al servizio dell’umanità, tracciando la storia di questa disciplina, il servizio che rende al progresso di ogni attività e le ipotesi della sua futura evoluzione. Un Convegno fu dedicato al ricordo di Pietro Doderlein, professore di Storia naturale presso l’università di Modena e promotore delle collezioni mineralogiche e geologiche che furono la base per la creazione dei musei naturalistici della nostra Università.
Fra storia e scienza fu anche il ciclo di nove incontri sull’evoluzione della scienza, dell’economia, delle istituzioni della società e le loro trasformazioni nel passaggio dai regimi preunitari all’Unità d’Italia. Questo ciclo fu organizzato in preparazione delle celebrazioni ufficiali dell’anno successivo per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
La storia, la cultura e l’arte sono stati i temi di due cicli di incontri l’uno dedicato al Paesaggio e l’altro al tema “ Vescovo e Città”. Il primo ciclo, di quattro incontri, si sviluppò sul percorso della tutela del paesaggio, sulla sua rappresentazione nel mondo delle arti figurative, della letteratura e della musica, con l’influenza che ebbe su queste arti. Il secondo ciclo, svolto in collaborazione con l’associazione Cultura e Vita trattò in otto incontri il contributo dell’archeologia nella ricostruzione della storia delle città e dei loro vescovi nel periodo fra il tradoantico e il medioevo.
La cultura musicale è stata argomento di numerosi incontri, sia nei cicli di conferenze concerto, nei convegni dedicati alla storia degli strumenti a plettro, con antica tradizione nel territorio modenese, in particolare nel ricordo del musicologo modenese Romolo Ferrari, promotore dell’introduzione dell’insegnamento della chitarra nei conservatori. Sulla figura di Laura Peperara, cantante e arpista presso la corte estense e dama di compagnia di Margherita Gonzaga si sviluppò una giornata di studi dedicata all”Arpa di laura” che si concluse con l’esecuzione del “Concerto segreto” nella serata presso la Galleria Estense.
L’Accademia ha partecipato ad un Convegno dedicato alla tutela dei Beni Culturali a Modena durante la seconda guerra mondiale.
L’ospitalità nella sede è stata concessa per svolgere i seguenti Convegni:
-Convegno su”Clinica e sperimentalismo nella Medicina di Bernardino Ramazzini”, 4, 5 dicembre 2009, Organizzato dall’Università di Modena e Reggio E. e dall’Università la Sapienza di Roma
-Meeting del Marie-Curie Research Training Network, 26-28 febbraio 2010. Organizzato dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Modena e Reggio E.
-Convegno “La scuola nell’antichità greca e romana”,30 aprile 2010- Organizzato dall’ AICC.
-Convegno su “Kolmogorov Equations in Physics and Finance”, 87-10 Settembre 2010. Organizzato dai Dipartimenti di Matematica dell’Università di Modena e Reggio E. e dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna.
-Presentazione del volume di Anna Maria Nalini Setti Modena nell’arte, 16 marzo 2010.
-Presentazione del volume di Mario Ventura Momento di taglio, 16 giugno 2010.
Ospitalità è stata concessa anche per la presentazione di varie opere letterarie.
Numerose iniziative sono state organizzate dalla delegazione di Modena della Dante Alighieri, che ha ripreso pienamente la sua attività sotto la guida della professoressa Licia Beggi Miani, ospite permanente presso la nostra Accademia. Oltre alle riunione societarie dedicate alla Lectura Dantis altri incontri hanno sviluppato tematiche avvalendosi della recita di brani di opere in prosa e in poesia con interventi musicali. La collaborazione fra Dante Alighieri e la Scuola, ha coinvolto molto positivamente anche la nostra Accademia, essendo stata sede più volte di incontri fra classi della scuola di ogni ordine e grado e le maggiori autorità cittadine.
L’Accademia svolge attività editoriale. Gli Atti e Memorie sono pubblicati ininterrottamente fin dal 1834 e sono stati puntualmente pubblicati anche nell’anno decorso: due volumi di Memorie e un volume di Atti .
Nella serie dedicata agli archivi e ai fondi antichi è stato pubblicato in volume L’archivio della Società d’arti meccaniche del Dipartimento del Panaro, rassegna critica dei documenti lasciati all’Accademia quando questa Società fu soppressa. Il loro interesse storico è dovuto al fatto che rendono conto dello stato dell’economia di Modena durante il periodo del Regno italico. Nella collana di studi è stato pubblicato il volume Pupattole e abiti delle dame estensi. Ricerche di Luigi Alberto Gandini curato da Annarita Battaglioli e basati su trattati di Luigi Alberto Gandini della nostra biblioteca. A conclusione della serie di pubblicazioni relative alle Celebrazioni del IV Centenario della morte di Orazio Vecchi ha visto la luce il volume degli Atti del Convegno internazionale Theatro dell’Udito. Theatro del Mondo tenuto nel settembre del 2005.
Un opuscolo che illustra l’Accademia, il palazzo in cui risiede e l’attività che svolge è stato recentemente pubblicato per divulgare la conoscenza del nostro istituto.
In Accademia opera la Commissione Nazionale per l’edizione delle opere di Lazzaro Spallanzani che nell’anno trascorso ha pubblicato due volumi .
La programmazione dell’attività culturale per l’anno accademico che sta aprendosi soggiace alle incognite delle disponibilità economiche di cui potrà disporre l’Accademia, non solo per le iniziative culturali ma per la gestione dell’intera struttura. Tuttavia non ci è concesso di rimanere immobili ed il Consiglio di Presidenza ha agito con continuità nella formulazione di programmi di attività aprendo i necessari contatti con relatori e altri enti aperti alla collaborazione e raccogliendo proposte e suggerimenti. A parte singole conferenze già preannunciate sul sito internet dell’Accademia che verranno tenute in diversi periodi dell’anno, gli eventi cumulativi che oggi sono in fase avanzata di programmazione sono i seguenti.
-Giornata di studio sulle Scuole mediche a Modena dal 1950 ad oggi.
-Ciclo di conferenze "Dove va la Matematica?" 6/8 conferenze da gennaio a marzo 2011. In collaborazione con il Dipartimento di Matematica dell’Università di Modena e Reggio E.,
-Ciclo di conferenze sull’ Energia: nucleare o fonti alternative?, 3/4 conferenze, primavera 2011.
-Ciclo di conferenze sulla Medicina rigenerativa, 4/6 conferenze da febbraio a maggio 2011.
-Ciclo di conferenze sui Canoni che fanno capo alla riproduzione in fac-simile di antichi codici, numero di conferenze da definire, periodo primavera 2011. Organizzato in collaborazione con la Biblioteca Estense ed Universitaria.
-Ciclo di conferenze sul tema della Formazione storica della legislazione unitaria, 6/8 conferenze nel periodo marzo-maggio 2011. Inserito nelle celebrazioni per 150° dell’Unità d’Italia.
-Giornata di studio dedicata a La partecipazione ebraica all’economia estense, marzo 2011. Inserita nelle celebrazioni per 150° dell’Unità d’Italia.
-Giornata di studio “Dalla pianta aromatica all’olio essenziale”.
-Il Risorgimento italiano nelle rime e nel canto popolare del Meridione d’Italia. Primavera 2011.
-Convegno Nazionale di Cartografia, maggio 2011, organizzato in collaborazione con la Società italiana di Cartografia.
-Gli incontri musicali: Conferenze concerto e Convegni. Programmazione a cura di Simona Boni.
-Collaborazione con la Società Dante Alighieri per iniziative nelle scuole. Le illustrazioni naturalistiche nei volumi della Biblioteca dell’Accademia.
La situazione finanziaria desta non poche preoccupazioni essendo le entrate previste affidate alla incertezza e precarietà. Nella nuova sistemazione l’Accademia deve sostenere costi di gestione, di personale e di manutenzione ordinaria e straordinaria molto più onerosi rispetto al passato. L’erogazione del contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il 2011 è soggetta agli effetti dell’'articolo 7 comma 22 del "Decreto legge recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica". A decreto approvato «lo Stato cessa di concorrere al finanziamento degli enti, istituti, fondazioni e altri organismi».
Prendendo atto di questa situazione i soci ordinari dell’Accademia hanno accettato un sacrifico personale tassandosi per il prossimo anno e concorrere così a formare una voce di entrata, che pur contenuta come entità rispetto all’intero costo di gestione dell’Accademia rappresenta principalmente un atto di volontà a riconoscere la necessità che l’istituto al quale appartengono rimanga in vita.
Concreta disponibilità di concorrere a mantenere in vita l’Accademia è stata espressa negli ultimi anni dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e questa partecipazione finanziaria rappresenta ormai oggi l’unica fonte di sostegno alla continuità di esistenza dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena. Contributi minori ma significativi sono stati elargiti fino ad oggi dall’università degli studi di Modena e Reggio, sulla base di una convenzione, dalla Banca Popolare dell’Emilia e dal Banco di S. Geminiano e S. Prospero.
Anche altre forme di riconoscimento dell’esistenza della nostra Accademia nella Città sono importanti per rimarcarne l’autorità storica e culturale. A questo riguardo rendo nota la donazione di un pregevole quadro ad olio d’epoca raffigurante il Duca Cesare d’Este, primo duca della corte estense in Modena divenuta capitale. La donazione è opera del professor Alfredo Margreth e rappresenta un atto elevato di mecenatismo, di riconoscimento della tradizione culturale che l’Accademia rappresenta ma soprattutto di fiducia nel futuro di questa istituzione.
Nonostante le numerose difficoltà che si annunciano sul cammino di questo istituto culturale coloro che sono direttamente coinvolti nella vita di questa Accademia, il Presidente, il Consiglio di Presidenza e i Soci, nutrono la convinzione che occorra perseverare nella ricerca di ogni strada per mantenerla in vita e in ciò si impegnano. L’Accademia, per la sua storia, per il suo contenuto in fatto di patrimonio e per la sua attività, merita certamente una particolare attenzione in sede locale anche in tempi difficili come l’attuale.
Ringrazio tutti i presenti per l’attenzione dedicata a questo mio intervento confidando che sapranno far proprie le difficoltà che ho manifestato ma anche riconoscere le potenzialità e le intenzioni di questo Istituto rendendone testimonianza ovunque si possa intervenire per superare le difficoltà del momento.
Ed è ponendo la massima fiducia che a Modena tutti insieme faremo il massimo sforzo oggi possibile per mantenere in vita e funzionale l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti che apro ufficialmente l’anno di attività, il 328º dalla fondazione.
Grazie
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NECROLOGI

prof. Dionigi Galletto
(1932-2011)
Il prof. Dionigi Galletto era nato a Monasterolo di Savigliano (Cuneo) il 26/1/1932, ed è deceduto a Torino il 25 settembre 2011. Professore emerito, già ordinario di Fisica matematica all’Università di Torino dal 1971 è stato in precedenza straordinario di Meccanica razionale a Palermo e di Meccanica superiore a Torino. Ha tenuto inoltre per incarico i corsi di Geometria differenziale (Padova), Metodi matematici della Fisica (Palermo), Astronomia (Torino) e altri ancora. Autore di
numerosi lavori riguardanti l’analisi matematica, la fisica matematica, la cosmologia, la storia della scienza.
il prof. Galletto era socio della nostra Accademia dal 1979.
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prof. Renato Bertacchini
(1921-2011)
Nato a Modena il 29/1/1921, è ivi deceduto il 30 agosto 2011.
Laureato in lettere presso l’Università di Firenze, orienta i suoi interessi di italianista sulla civiltà letteraria dell’Otto e Novecento con attenzione alle figure emergenti dei protagonisti e dei movimenti culturali. Di valido impianto strutturale e
largo respiro prospettico rapportati alla storia degli uomini e delle idee i volumi su Collodi narratore, il romanzo italiano dell’Ottocento, le sezioni Settecento e Ottocento per la Letteratura Italiana del Calderini, la monografia Gianni Stuparich, Carlo Cassola. Ha pubblicato saggi monografici che riguardano l’Ottocento e il Novecento, saggi monografici su scrittori e poeti dell’Emilia Romagna: Bassani, Delfini, Loria, Tonino Guerra, Longanesi, Moretti. Si è occupato di scrittori contemporanei, quali Bettelli, Cavicchioli, Pederiali. Ha svolto intensa attività di pubblicista e critico sulle riviste Studium, Otto/Novecento, Italianistica, Il Giornale della Libreria, Cultura e Scuola, Annali della Pubblica Istruzione e sui quotidiani Gazzetta di Modena, Gazzetta di Parma, Messaggero Veneto, Il giornale. Era socio dell’Accademia dal 1985.
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prof. Ugo Bellocchi
(1920-2011)
Nato a Reggio Emilia il 22/8/1920, deceduto nella sua città il 17 luglio 2011.
Il prof. Bellocchi ha conseguito due lauree presso l’Università Cattolica di Milano, ove è stato docente di Storia del Giornalismo. Ha ricoperto la carica di Direttore della Biblioteca Civica di Reggio Emilia. Dal 1942 giornalista professionista ha lavorato per trentatré anni presso la redazione di Bologna del Resto del Carlino dirigendo quindici edizioni provinciali. Nel 1963 ha identificato le esatte caratteristiche del primo Tricolore, decretato a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 dal Congresso Cispadano. Autore di oltre sessanta opere fra le quali Storia del Giornalismo Italiano in 8 volumi, Il Pensiero cooperativo dalla Bibbia alla fine dell’Ottocento in 3 volumi, Tutte le Encicliche Papali, opera in 12 volumi, Il Tricolore: Duecento anni 1797-1997 e Reggio Emilia culla del Risorgimento. Presidente della Deputazione di Storia Patria di Reggio Emilia, Direttore del Bollettino Storico Reggiano. Su sua formale proposta ottenne nel 1966 con voto unanime del Consiglio Comunale di Reggio Emilia l’istituzione del Museo Storico del Tricolore.
Il prof. Bellocchi era socio dell’Accademia dal 2000.
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prof. Pietro Galavotti
(1913-2010)
Mons. Pietro Galavotti era nato il 9/5/1913, è deceduto a Roma l’8 marzo 2010.
Medievista insigne, autore di diverse pubblicazioni di natura ecclesiastica e di voci sulla Enciclopedia cattolica, di pubblicazioni riguardanti il Duomo e la storia di Modena. Ha svolto la sua attività in Vaticano dove è stato membro del Sacro Collegio per le cause di beatificazione.
Mons. Galavotti era socio della nostra Accademia dal 1984.
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prof. Carlo Felice Manara
(1916-2011)
Nato a Novara il 31/3/1916, è deceduto a Milano il 4 maggio scorso. Nell’Università di Modena ha insegnato Geometria analitica dal dicembre 1951 al 1955/56 e, per incarico, Geometria superiore, Analisi matematica infinitesimale, Matematiche complementari e Geometria descrittiva. A Modena fu pure preside della Facoltà di Scienze nel biennio 1954-56. Passò poi all’Università di Milano dove svolse la sua attività di docente e ricercatore fino alla collocazione a riposo. Membro effettivo dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, professore emerito della Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi di Milano, Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione per i benemeriti della scuola della cultura e dell’arte, laurea honoris causa in filosofia da parte dell’Università Cattolica di Milano.
Socio effettivo della nostra Accademia dal 1955, passò emerito nel 2001.
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prof. Benedetto Benedetti
(1920-2011)
È deceduto a Modena il 2 marzo 2011. Nato a Modena il 21 novembre 1920, si era laureato in Lettere all’Università di Bologna ed ha insegnato nella Scuola Media di Spilamberto. Direttore del Museo Civico Archeologico-Etnologico di Modena da 1962 al 1982, ha rinnovato l’allestimento ottocentesco dell’Istituto dotandolo di un laboratorio di restauro ed aggiornando la biblioteca, ferma al 1900; ha acquisito al Museo la «Donazione Malavolti», di importanza nazionale, inventariandone i circa trentamila reperti archeologici. Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna ha curato a Modena il recupero dei materiali della necropoli est (San Lazzaro) ed ovest (Palazzo Europa) della città romana e delle ricche «domus» di Piazza Grande e via Università (I secolo). Tutta l’industria silicica del paleolitico inferiore conservata nel Museo è frutto di sue personali ricerche sul terreno. Dal 1964 al 1975 è stato direttore della rivista dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Bologna, Emilia Preromana ed è stato presidente della sezione di Modena del «Centro Emiliano di Studi Preistorici», Rettore dell’Università per la Terza Età di Modena. Socio corrispondente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze. Ha pubblicato studi di Archeologia pre-protostorica, romana e storia antica in Atti accademici e riviste specializzate.
Il prof. Benedetti era socio corrispondente della nostra Accademia dal 1969.
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prof. Mario Grandi
(1931-2011)
Nato a Modena il 9 giugno 1931, è deceduto nella sua città lo scorso 9 febbraio.
Laureato in Giurisprudenza nel 1955 presso l’Università Cattolica di Milano, assistente volontario presso la Cattedra di Diritto del Lavoro della Facoltà di Economia e Commercio della Università di Bologna nel 1964, assistente ordinario presso la stessa cattedra nel periodo 1965-1972 e incaricato del corso di insegnamento di Istituzioni di Diritto Pubblico dal 1965 al 1968. Presso la medesima Facoltà tenne il corso di Tecnica della contrattazione collettiva nella Scuola di perfezionamento in Diritto del lavoro e della sicurezza sociale. Conseguì la libera docenza in Diritto del Lavoro nel 1965. Incaricato presso la Facoltà di Giurisprudenza della Università di Modena dell’insegnamento di Diritto del Lavoro negli anni 68/69-71/72 e dal 1° novembre 1972 professore straordinario nella predetta Facoltà.
Negli anni 1973-1976 tenne per incarico anche il corso di Diritto civile. Dal 1972/73 fu titolare dell’insegnamento di Diritto del Lavoro presso l’Accademia Militare di Modena. Direttore
dell’Istituto di Applicazione Forense di Modena dal 1972/73 al 1974/75. Nel 1977 venne chiamato sulla cattedra di Diritto del Lavoro della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bologna. Tenne inoltre altri insegnamenti presso l’Università di Bologna e di
Modena (Diritto comparato del lavoro e Diritto delle relazioni industriali). Dal 1973 al 1977 ha
fatto parte del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Modena. Ha tenuto la direzione
dell’Istituto di Diritto, del Dipartimento di Discipline Giuridiche, della Scuola di perfezionamento in Diritto del lavoro, presso l’Università di Bologna. Ha avuto anche numerosi incarichi pubblici, in specie presso la Comunità Europea. È stato membro delle Commissioni di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali dal 1990 al 1996. Membro di Comitati scientifici di riviste nazionali ed internazionali, autore di monografie, articoli, note, commenti su argomenti di diritto del lavoro, sindacale, previdenziale, comparato, e di storia e teoria sindacale.
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RECENTI DONAZIONI
Ritratto del Duca Cesare D'Este (1562-1628)
autore ignoto
dono del prof. Alfredo Margreth

Sandro Pipino - Stanza dei ricordi
(olio su tela - 1998)

Tino Pelloni - prof. Paolo Gallitelli
(1990)

Tino Pelloni - prof. Eugenia Montanaro Gallitelli
(1990)

Enrico Serpagli - Composizione fotografica
(1999)
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