LA BIBLIOTECA

La Biblioteca è distinta in due reparti di notevole importanza: l'uno costituito da opere e da opuscoli provenienti da cospicui lasciti di soci, da omaggi di autori e di editori; l'altro dai Periodici di alta cultura, prevalentemente scientifica, ricevuti, per lo più in cambio con le Memorie e gli Atti dell'Accademia, a cominciare dalla prima metà dell'Ottocento.

L'attuale consistenza - in volumi, fascicoli sciolti, opuscoli - supera i 130.000 pezzi. Non è possibile dare la cifra esatta in quanto l'aggiornamento dei cataloghi e dello schedario è in corso (una parte del materiale è già inserito nel catalogo informatizzato della rete della Provincia di Modena).

Promossa fin dal 1792, la Biblioteca non poté impostarsi definitivamente se non dopo il 1817, quando l'Accademia, per decreto ducale, entrò in possesso delle suppellettili della “Società agraria” e della “Società di arti meccaniche”, che avevano avuto nobile, ma breve vita, nel periodo franco-italico.
Si accrebbe nel periodo della Restaurazione, in stretto rapporto con l'intensa attività degli accademici e con le pubblicazioni scientifiche effettuate dalle tipografie del Ducato estense. Le relazioni poi, allacciate con le accademie e gli istituti esteri di alta cultura, consigliarono e attuarono i detti scambi di stampe periodiche, che fecero e fanno di questa biblioteca uno dei centri bibliografici di maggiore interesse per le ricerche e l'aggiornamento in molti rami di studi.
Oltre ai periodici, che sono la zona più viva e vitale del complesso accademico, un altro prezioso terreno di studio è offerto da alcune decine di migliaia di opere e di opuscoli pervenuti - come si è detto - da generosi lasciti di patrizi e studiosi modenesi e da omaggi di soci, di autori, di editori.
I lasciti o legati più cospicui sono dovuti alla liberalità dei seguenti:
marchese Luigi Rangoni, conte Guido Bellentani, conte Luigi Boschetti, giureconsulto Giuseppe Gerez, march. Giuseppe Campori, Giovanni ed Enrico Caroli, Eredi Gusmano Soli, sig.ra Ida Bonomi Cavicchioni, prof. Alberto Aggazzotti, eredi fam. Rossi Veratti.
Non è possibile dare indicazioni adeguate sul valore della biblioteca in relazione alle materie, al pregio, alla rarità delle edizioni: e questo s'intende bene, se si riflette che nessuno nell'Accademia presiedette ad acquisti di opere secondo l'interesse o i bisogni del momento o secondo scopi generali; ma i libri, nelle dette raccolte private, avevano risposto solamente ai gusti personali, alla cultura, all'educazione dei donatori. Osserviamo però che scarsissima è la consistenza di opere, per così dire, di pura letteratura, vuoi di versi vuoi di prosa di invenzione: abbondano invece le ponderose opere di erudizione, di storia e sopra tutto di carattere scientifico e le collezioni e serie di memorie di università, di accademie dei paesi europei ed extra europei.
Quando nello scorso secolo la bibliofilia, già passione negli umanisti, né più spenta nelle classi colte, si ravvivò al culto delle stampe antiche e preziose per bellezza di tipi, anche gli accademici si curarono della ricerca e della distinzione delle stampe rare della loro biblioteca; e se ne trova cenno nei verbali delle adunanze; e il Franciosi e il Riccardi e il Patetta poterono riconoscere e segnalare pezzi di particolare valore.
Uscirono così dalla folla una trentina di incunaboli di gran pregio e, avanti tutti, il Morgante del Pulci nella primissima edizione, fino allora ignota, e nell'unico esemplare fino ad oggi conosciuto.

(da: G. Cavazzuti, I duecentosettantacinque anni della Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena, Modena 1958)

Per la consultazione dei volumi
si consiglia un preventivo accordo telefonico
o mediante posta elettronica


Il catalogo bibliografico informatizzato della biblioteca è consultabile all'indirizzo
http://sebinaweb.cedoc.mo.it/sebina/opac/ase

Nuove accessioni dal gennaio 1998

Incunaboli

 

 

FONDO
Pietro Stohr

Pietro Stohr (in arte Michele Pavel) nasce a Vienna nel 1905 da madre russa e padre austriaco entrambi musicisti. Nel 1914, insieme alla madre e al fratello Paolo, si trasferisce a Bologna dove si laurea in Fisica nel 1927; in seguito intraprende la carriera militare. Durante la seconda guerra mondiale viene inviato, dall’Istituto Geografico Militare di Firenze, nell’Africa Orientale dove, nel 1941, viene fatto prigioniero dagli Inglesi. Trascorre gli anni di prigionia in India nel campo di Yol ai piedi dell’Hjmalaya. Il contatto con la spiritualità indiana è determinante per i suoi futuri interessi culturali. Rimpatriato nel 1946, è a Modena nel 1947 quale docente di Topografia all’Accademia Militare. In questo periodo entra in contatto con numerosi intellettuali e artisti modenesi e non. Inizia a cimentarsi nella pittura ad olio sviluppando un interesse per la storia dell’arte e la pittura in generale, soprattutto per quella impressionista, passando poi alla pittura geometrico-simbolica. A partire dagli anni ’70 e fino al pensionamento insegna Istituzioni di Matematiche presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Modena. Il rapporto di Stohr con la madre è sempre stato molto intenso: da lei ha imparato ad amare la musica e a sviluppare la sensibilità in campo artistico ed educativo a vari livelli, dalle scuole elementari e medie all’università. Utilizza la matematica per dialogare coi bambini in una “magia” di numeri e forme. Dalla sua tendenza alla riflessione e all’ordine si è sviluppato il suo interesse per la matematica e la fisica, la filosofia, la linguistica, la psicologia e, da ultimo, lo studio delle religioni, con particolare riguardo per quelle orientali. La sua tendenza all’osservazione fa nascere in lui una passione per le scienze naturali, soprattutto per gli aspetti geometrici di queste. Il prof. Stohr non è mai stato socio della nostra Accademia, ma ne ha seguito assiduamente le attività perchè, da uomo di multiforme cultura, è stato attento e partecipe alle novità della ricerca scientifica, storica e artistica. Muore a Modena nel 2000 all’età di 95 anni. La biblioteca di Pietro Stohr, donata all’Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Modena, consta di centinaia di opuscoli di mostre e di oltre 3.500 volumi di diversi argomenti: archeologia, architettura, arte orientale, simbolismo, biblioteconomia, calligrafia, scrittura, alfabeti, ceramica, chiromanzia, etnografia, filosofia, fotografia, filosofia orientale, fisica, geometria, giochi, grafica, linguistica, matematica, musica, narrativa, pittura, poesia, psicologia, pedagogia, religione, scultura, sociologia, storia dell’arte, storia, storia della scienza, tessuti, viaggi e alpinismo.

Catalogo Fondo STOHR


REGOLAMENTO DELLA BIBLIOTECA

   La fruizione del patrimonio librario e archivistico della Biblioteca è consentita ai Soci dell'Accademia e, per motivi di ricerca e di studio, a studiosi e ricercatori che ne facciano richiesta.
   E' facoltà della Direzione concedere, revocare o sospendere i permessi di consultazione.

Calendario e orario di apertura
La Biblioteca è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00, escluse le festività previste dal calendario civile.

Norme di comportamento
Il comportamento deve essere rigorosamente rispettoso delle norme che regolano l'uso dei locali pubblici. In particolare è severamente vietato:
- introdursi e permanere nei locali non destinati alla consultazione;
- fumare in qualsiasi ambiente della biblioteca;
- entrare o trattenersi nella sala di lettura e nella sala cataloghi per semplice passatempo o per fini estranei allo studio;
- rimuovere le schede dagli appositi schedari, manometterle e scrivere sulle stesse;
- usare i computer per fini diversi dalla ricerca bibliografica;
- nella consultazione di documenti particolarmente preziosi e degli incunaboli è tassativamente obbligatorio l'uso di guanti di cotone e di cartoncini bianchi per interfogliare forniti dal personale addetto alla biblioteca; per i propri appunti, l'utente è inoltre obbligato a servirsi esclusivamente di matite non copiative;
- particolare cautela dovrà essere usata nella manipolazione del materiale slegato, di carattere epistolare o documentario;
- è fatto obbligo, per opere antiche, l'uso degli appositi leggii;
- è proibito fare qualsiasi segno, anche a matita, sui documenti, sui mezzi di corredo e sui libri, scrivere appoggiando il foglio sul predetto materiale, maneggiarlo con poca cura, arrecare ad esso qualsiasi danno, fare calchi o lucidi senza il permesso della Direzione;
- è proibito alterare l'ordine dei documenti, anche quando lo si ritenesse errato; qualora si ravvisi un presunto disordine, e nel caso di qualsiasi dubbio, si avverta il funzionario responsabile del servizio;
- è vietato inserire all'interno del materiale segnalibri non idonei, e ogni segno va comunque rimosso dopo la consultazione o la riproduzione del materiale;
- lo studioso che utilizza materiale della Biblioteca si impegna a consegnare copia dell'eventuale pubblicazione, o una copia della tesi di laurea, per la quale può stabilire le condizioni d'uso; è obbligato inoltre a indicare la fonte accademica di provenienza del materiale pubblicato.

Consultazione
La consultazione dei documenti per fini di studio è libera e gratuita.
Per essere ammessi alla sala di lettura è necessario avere compiuto il 18° anno di età o essere accompagnato da persona adulta. Gli utenti devono depositare borse, cartelle ed altri contenitori negli appositi armadietti. Possono tenere sul tavolo di consultazione solo gli strumenti strettamente inerenti al proprio lavoro, autorizzati dalla Direzione. E' consentito l'uso, nella sala di lettura, del personal computer.
Sono possibili controlli e ispezioni in entrata o in uscita. Sono attivi sistemi di videosorveglianza.
Per la consultazione di opere a stampa e periodici è necessaria la compilazione del registro d'ingresso e la consegna di un documento di identità valido. Occorre inoltre compilare una scheda di richiesta per ogni singolo pezzo che verrà firmata al ricevimento del materiale. La scheda deve essere compilata in tutte le sue parti in maniera leggibile. Ogni utente può consultare non più di 3 opere a stampa e non più di un manoscritto per volta. Le opere date in lettura devono essere riconsegnate al personale qualora il lettore debba allontanarsi, sia pure per breve tempo, dalla sala di lettura.
La consultazione di manoscritti, incunaboli, opere particolarmente rare o preziose, materiale d'archivio è consentita solo su autorizzazione firmata da un membro del Consiglio di Presidenza e va concordata con il personale della biblioteca con congruo anticipo.
La consultazione dei cataloghi viene eseguita direttamente dai lettori che possono chiedere, in caso di necessità e in presenza di supporti informatici, l'assistenza del personale della biblioteca.
Le opere richieste in lettura possono essere lasciate in deposito per una settimana; il deposito può essere riconfermato solamente per due volte.
Prima di uscire dalla biblioteca l'utente deve riconsegnare le opere ricevute in consultazione coi relativi moduli compilati al personale in servizio che provvederà ad annullare i tagliandi solo dopo aver controllato la regolarità della restituzione.
L'utente è tenuto a controllare l'integrità e lo stato di conservazione dell'opera all'atto di ricevimento e farlo presente all'addetto che lo indicherà sul modulo di richiesta; qualora l'utente danneggi in qualunque modo l'opera ricevuta per la consultazione incorrerà nelle sanzioni di legge.

Riproduzione
Per ottenere xerocopie o altri tipi di riproduzione è necessario compilare l'apposito modulo fornito dal personale della biblioteca e attendere l'autorizzazione. Se il materiale da riprodurre non supera le 30 pagine la riproduzione verrà eseguita contestualmente alla richiesta, altrimenti nei giorni successivi a seconda della disponibilità del personale in servizio. I tempi e i modi di consegna avverranno previo accordo con l'utente.
La riproduzione (in xerocopia o con sistemi digitali e affini) delle opere pubblicate negli ultimi 50 anni è regolamentata dalla legge.
Possono essere riprodotti parzialmente (non più di 50 pagine e comunque non oltre la metà nel caso di libri inferiori alle 100 pagine) i libri in commercio per i quali siano passati meno di 50 anni dalla morte dell'autore.
Possono essere riprodotti totalmente i libri in commercio e non per i quali siano passati più di 50 anni dalla morte dell'autore, i libri non più in commercio, le gazzette ufficiali, i bollettini di Enti e Ministeri.
La riproduzione dei manoscritti e delle opere rare è consentita esclusivamente su autorizzazione firmata da un membro del Consiglio di Presidenza di questa Accademia, previa domanda e dichiarazione scritta dell'uso che se ne intende fare.
Il servizio di riproduzione interessa esclusivamente i volumi che non presentano un precario stato di conservazione. Sono escluse le opere che potrebbero ricevere un danno dalla riproduzione e i giornali rilegati.
L'utente può richiedere la riproduzione di un'opera per uso personale di studio oppure a scopo editoriale o commerciale, nel pieno rispetto della normativa vigente sul diritto d'autore, ed è tenuto a dichiarare nella richiesta che il materiale riprodotto non verrà utilizzato con finalità diverse da quelle indicate per iscritto.
L'autorizzazione ad eseguire per scopi editoriali la riproduzione integrale o parziale di un'opera è concessa dal Presidente dell'Accademia che ne determina gli eventuali diritti a favore della Biblioteca.
La riproduzione è eseguita, di norma, all'interno della biblioteca dal personale addetto previa autorizzazione del Direttore o, in sua vece, dal personale bibliotecario in servizio.
E' possibile la riproduzione con mezzi propri (macchina fotografica digitale e manuale) in sede e sotto stretto controllo del personale della biblioteca.

Spese di riproduzione
E' possibile ottenere xerocopie delle opere moderne (edite dal 1851 ad oggi) secondo il tariffario esposto in segreteria.
E' possibile anche la riproduzione tramite scanner e l'invio del documento in formato digitale tramite posta elettronica a spese dell'utente (€ 0,50 a documento). La Biblioteca cura il servizio di riproduzione per gli utenti fuori sede, dietro richiesta scritta o telefonica. Il rimborso spese (costo delle fotocopie e spese postali deducibili dalla busta) è a carico del destinatario del servizio.

Informazioni
L'utente può rivolgersi al personale addetto alla biblioteca per informazioni bibliografiche e catalografiche e per un aiuto nel reperimento delle opere. Pertanto, le informazioni, orali e scritte, riguardano esclusivamente l'identificazione di opere e periodici, il controllo dei dati bibliografici, l'indicazione di fonti e di strumenti bibliografici a carattere orientativo, mentre è tassativamente esclusa la redazione di bibliografie sistematiche e analitiche, di ricerche per tesi e tesine, l'esecuzione di ricerche araldico-genealogiche.

Prestito
Per mancanza di personale la Biblioteca di questa Accademia non effettua servizio di prestito esterno o interbibliotecario. Il prestito esterno può essere concesso, in via del tutto eccezionale, ai soli Soci, per una durata massima di 30 giorni e per non più di due opere contemporaneamente, previa compilazione del registro di prestito.
Rimangono comunque esclusi dal prestito i manoscritti, i libri rari, gli incunaboli, il materiale dei fondi archivistici e i periodici.
La Biblioteca, inoltre, si riserva di chiedere una cauzione a fronte della richiesta di prestito di opere di pregio.

Il presente regolamento si applica anche per quanto riguarda il Medagliere Rangoni. Le richieste di consultazione devono comunque - a norma dello Statuto - essere tassativamente indirizzate al Consiglio di Presidenza cui spetta concedere l'autorizzazione.