Attività Culturali:

La Madonna col Bambino di Jean Boulanger della Galleria Estense: da perduta pala d’altare a inedito dipinto da stanza ritrovato / Il Teatro di Francesco II d'Este nel Palazzo Ducale di Modena (1686)   25 maggio 2016 ore 16,00

Conferenze di Luca Silingardi e Martinelli Braglia

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
 
La Madonna col Bambino di Jean Boulanger della Galleria Estense:
da perduta pala d’altare a inedito dipinto da stanza ritrovato


Luca Silingardi
 

L’apertura al pubblico dei depositi della Galleria Estense, straordinaria study collection allestita nel 2015 nel Palazzo Ducale di Sassuolo, ha offerto al relatore l’opportunità di riconoscere in una Madonna col Bambino, ivi conservata con un’ipotetica attribuzione al modenese Francesco Stringa (1635-1709), l’opera di uno dei più illustri allievi di Guido Reni, il francese Jean Boulanger (1608-1660), dal 1638 pittore del duca Francesco I d’Este e protagonista della decorazione della reggia sassolese. Poiché, al momento del riconoscimento, ossidazioni, danni del tempo e ridipinture ne offuscavano l’aulica bellezza, un provvidenziale restauro, promosso dal Rotary Club Sassuolo, ha permesso di rivelare la selezione cromatica propria di Boulanger e il suo tipico tratto d’elegante scioltezza, confermando così l’iniziale ipotesi attributiva del relatore e permettendo di meglio suffragarla attraverso riscontri stilistici stringenti con saggi certi dell'artista già restaurati, suggerendo una datazione tra il 1650 e il 1660. Come già pareva indicare anche il dettato compositivo, la presenza di pittura nei lembi ripiegati della tela ha poi permesso di accertare la natura frammentaria dell’opera. Si tratterebbe, infatti, della gloria celeste di una più grande pala che indagini archivistiche suggeriscono di riconoscere in quella che si ergeva nella cappella della famiglia Pasquini, alias Sandonati, nella chiesa delle monache di San Marco a Modena, opera da circa due secoli ritenuta dispersa, raffigurante nella parte inferiore sant’Ermenegildo stante e san Casimiro, re di Polonia, genuflesso. Dopo la soppressione del convento, nel 1785, e la seguente dispersione degli arredi, la pala è citata presso l’Accademia di Belle Arti in un inventario del 1802, per poi riemergere già ridotta al formato “da stanza” attuale, nel primo catalogo della Galleria Estense, del 1854, con una vaga attribuzione alla scuola modenese del XVII secolo, successivamente mutata a favore del bolognese Flaminio Torri (1621-1661) poi di Stringa, fino al recente e importante riconoscimento.



Il Teatro di Francesco II d'Este 
nel Palazzo Ducale di Modena (1686)


Graziella Martinelli Braglia
 

Il 13 marzo 1686, in occasione dei festeggiamenti per il compleanno di Francesco II d'Este, si inaugurava con il dramma in musica L'Eritrea un piccolo teatro di corte, costruito a est del Torrione orientale del Palazzo Ducale. La vicenda edilizia di questa perduta struttura è attestata da un'ampia documentazione, che restituisce nomi di importanti artefici, diretti dal pittore di corte Francesco Stringa, Sovrintendente alle fabbriche ducali: accanto ad artisti modenesi e reggiani come Sigismondo Caula, Flaminio Veratti, Agostino Stringa, Jacopino Consetti, Tommaso Costa, e al fiammingo Pietro Senau, intervengono "macchinisti", decoratori e scenografi fra i più importanti della vicina Bologna, segnalati a Stringa dall'amico Gian Giacomo Monti: vi spiccano Francesco Bibiena, Tommaso Aldrovandini e Marc'Antonio Chiarini. Ma soprattutto ne esce delineata l'organizzazione di un piccolo ma alacre cantiere estense, e al tempo stesso riemerge l'inedita facies, strutturale e decorativa, del teatrino stesso. E il torneo che si tenne a corollario di quei festeggiamenti, intitolato Sfida al Campo della Maga Circe, documenta il prestigioso ruolo nella cultura di corte dell'Accademia dei Dissonanti, odierna Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
arch. Emilio Montessori

PREVISIONE E PREVEDIBILITÀ dei disastri naturali   26 maggio 2016 ore 15.30

in margine al volume PREVEDIBILE/IMPREVEDIBILE eventi estremi nel prossimo futuro

Sezione di Scienze Morali Giuridiche e Sociali
 
Sala dei Presidenti


a cura di Emanuela Guidoboni, Francesco Mulargia e Vito Teti
Rubbettino 2015


Introduce e presiede
Maria Carla Galavotti (Università di Bologna)
 
Interventi di
Claudio Baraldi (Università di Modena e Reggio Emilia)
Emanuela Guidoboni (Centro Euro-mediterraneo di documentazione Eventi Estremi e Disastri)
Mario Panizza (Università di Modena e Reggio Emilia)
Antonello La Vergata (Università di Modena e Reggio Emilia)
Franco Prodi (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima)
Gianluca Valensise (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)

Il libro Prevedibile /Imprevedibile. Eventi estremi nel prossimo futuro offre l’occasione per discutere da un punto di vista multidisciplinare un tema cruciale per il nostro Paese, quello della prevedibilità (a breve, medio e lungo termine) di eventi naturali che possono causare disastri.
I disastri naturali (causati da terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, alluvioni) sono frequenti nel nostro Paese. Causano perdite di vite umane e segnano economia, società e cultura. In Italia accade un terremoto distruttivo in media ogni 4-5 anni; ci sono migliaia di frane attive (il numero più alto in Europa); subiamo alluvioni che causano vittime, mettono in ginocchio paesi e talvolta città; eruzioni vulcaniche minacciano aree densamente abitate. Cosa pensano i ricercatori e gli esperti della previsione? Fino a che punto e in che modo la ricerca in questi settori può orientare le aspettative?  Ci sono traguardi nuovi? Come gestire l’incertezza?
Con difficoltà i saperi scientifici oggi si raccordano con il sentire diffuso del Paese, che resta per lo più estraneo ai temi del rischio e quasi rassegnato al fatalismo. Le scienze umane (storia, filosofia, antropologia) possono interagire proficuamente con questi temi, non solo come volani culturali indispensabili, ma anche elaborando dati sul passato, favorendo riflessioni sul senso del rischio e del futuro.  


La S.V. è invitata

il Presidente della Sezione
prof. Elio Tavilla

La vita: Casualità o Progetto? Scienziati a confronto   30 maggio 2016 ore 16,00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
 
Sala dei Presidenti
  
Prof. Cesare Oliva
Dipartimento di Chimica, Università degli Studi di Milano
 
Esiste il caso? E, se esiste, che influenza ha avuto sulla nascita della vita e sulla sua evoluzione? Il meccanismo darwiniano di selezione del più adatto è sufficiente a spiegare la complicata storia della vita sulla Terra? E’ possibile, da considerazioni scientifiche come queste, capire se la vita dell’uomo e la sua storia hanno uno scopo o tendono a un fine? Verranno confrontate le risposte date a queste domande, nel secolo scorso, da due biologi (Dawkins e Margulis), da due Nobel per la medicina (Monod e de Duve), da un Nobel per la Chimica (Prigogine) e da un antropologo e teologo (Teilhard de Chardin). Tra i personaggi che verranno passati in rassegna faranno la loro comparsa anche filosofi e poeti di altre epoche. Non compariranno, invece, i fisici quantistici che, nello stesso secolo, a volte hanno affrontato questi stessi argomenti da un altro punto di vista. A loro si cercherà di dedicare attenzione in un'altra occasione. In questo incontro si proporranno solo alcuni spunti di riflessione sui quali tornare a discutere anche in seguito.
 
La S.V. è invitata

Il Presidente della Sezione
prof. Marco Sola

Mostra di chitarre storiche: La Chitarra in Italia ( 1780 – 1850 )   15 giugno 2016 9.00-17.00

in collaborazione con:

Comune di Modena
Assimusica

Accociazione culturale modenese "La Chitarra"
Lorenzo Frignani - liutaio

 
Sala degli Specchi

APERTA FINO AL 15 GIUGNO 2016

VISITE GUIDATE SOLO SU PRENOTAZIONE

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