Attività Culturali:

INTERPRETAZIONE DEL CICLO DELLE LEGGENDE ARTURIANE NELL’ITALIA ODIERNA. IL RUOLO DELLE DINASTIE   25 ottobre 2017 ore 16,30

Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
Klára Berzeviczy
Istituto di Germanistica, Universitá Cattolica Péter Pázmány
Piliscsaba, Ungheria
 
Pochi personaggi leggendari hanno suscitato così tanta curiosità ed attenzione come il re-cavaliere Artù. Il ciclo arturiano aveva iniziato a diffondersi in Europa con la cronaca di Geoffrey of Monmouth (Historia Regnum Britanniae, 1136/38). È, di conseguenza più che sorprendente che, due decadi prima, sia apparsa una raffigurazione scultorea di Artù, nell’archivolto della Porta della Pescheria del Duomo di Modena, riconducibile alla prima decade del XII secolo, e poco dopo anche nel Duomo di Otranto.
La conferenza indagherà vari e diversi elementi storici, tra cui i legami di parentela di Matilde di Canossa, alla ricerca delle possibili circostanze che avevano reso possibili la fama del re-cavaliere e la sua diffusione a Modena e a Otranto.
La ricchezza dei legami familiari e politici della contessa Matilde di Canossa e dei sovrani di Otranto potrebbe essere la chiave di lettura per comprendere il „flusso di informazioni” che dalla Gran Bretagna erano giunte a Modena e nel Sud Italia.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Prof.ssa Licia Beggi Miani

Abilità comunicative e competenza sociale nelle relazioni quotidiane   26 ottobre 2017 ore 17,00

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
Sezione di Scienze Morali, Giuridiche e Sociali
 
Sala dei Presidenti
 
DINO GIOVANNINI
Professore Emerito di Psicologia sociale, Università di Modena e Reggio Emilia
 
Questo mondo in continua e rapida evoluzione richiede di incrementare il possesso delle proprie risorse personali, caratterizzabili in termini di competenze trasversali, quali, ad esempio, la capacità di individuare e risolvere problemi, pianificare e organizzare le proprie attività, utilizzare il pensiero critico, lavorare in gruppo, fronteggiare in modo adeguato situazioni nuove, prendere iniziative, agire in modo autonomo, relazionarsi agli altri. Poiché non si può prescindere dall’interagire con altri nelle varie situazioni quotidiane in cui gli individui si trovano coinvolti con altre persone, per mettere in atto comportamenti adeguati rispetto ad una situazione data occorre possedere conoscenze ma, soprattutto, abilità relazionali e competenze comunicative e sociali. Attraverso sistematici riferimenti esemplificativi di situazioni reali della quotidianità, l’attenzione del relatore verrà focalizzata su specifici aspetti, quali la diagnosi della situazione, la presentazione di sé, lo scambio di informazioni, gli stili e i ruoli comunicativi, nonché il livello di congruenza/incongruenza della comunicazione verbale e non verbale utilizzata.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
Prof. Marco Sola

Il Presidente della Sezione
Scienze Morali, Giuridiche e Sociali
Prof. Salvatore Puliatti
 

L’INFINITO STUPORE: proposta di una libera riduzione, in forma di lettura scenica, del Dialogo sui Massimi Sistemi di Galileo   27 ottobre 2017 ore 16,30

Sezione di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
Sezione di Storia, Lettere e Arti
 
Sala dei Presidenti
 
CESARE OLIVA
Università degli Studi di Milano
 
Nell'epoca di Copernico (1473-1545), anche pensatori come Leonardo (1452-1519) e poeti come l'Ariosto (1474-1533) manifestano il loro desiderio di esplorare l'universo e di comprenderne più a fondo la natura. Si vuole qui proporre una lettura scenica (adatta anche alle Scuole) che inizi proprio con citazioni di questi due affascinanti personaggi rinascimentali e si sviluppi poi con parole dello stesso Galileo, tratte dalle sue lettere. In queste egli rivela con trepidazione i propri sentimenti, come l’”Infinito Stupore” di fronte alle sue nuove scoperte. La rappresentazione scenica continua poi seguendo una riduzione del Dialogo sui due Massimi Sistemi, l'opera del 1632 nella quale il grande pisano riporta un immaginario dibattito tra Salviati (che rappresenta lo stesso Galileo), l'aristotelico Simplicio e l'amico Sagredo. In questo Dialogo il primo difende con molta efficacia le ipotesi di Copernico, riportando inoppugnabili prove sperimentali a loro sostegno. La gerarchia ecclesiastica, e in particolare il papa Urbano VIII, erano disponibili a concedere a Galileo non più di un confronto tra i due "massimi sistemi" copernicano e aristotelico-tolemaico, nel quale venisse mantenuta una posizione neutrale tra queste due teorie. Ma, per loro, la cosa forse più inaccettabile era la proposta di Galileo di leggere la Bibbia in un nuovo modo, impegnandosi a capirne il messaggio spirituale senza cercare di confrontare le verità in essa contenute con quelle proposte, su un piano totalmente diverso, dalle scienze naturali. Ne consegue, nel 1633, la condanna del copernicanesimo e la punizione di Galileo per averlo sostenuto. In questa intensa lettura scenica viene anche sottolineato il dramma interiore da lui vissuto per conciliare la propria esperienza di scienziato con il credo di convinto cattolico.
 
La S.V. è invitata
 
Il Presidente della Sezione
Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
Prof. Marco Sola

Il Presidente della Sezione
Storia, Lettere e Arti
Prof.ssa Licia Beggi Miani

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